un Terrorista al concerto del 1 Maggio Rivera il talebano

il Primo di Maggio durante il concerto delle multinazionali proposto dai sindacati per il populino di giovani ha visto la trasformazione in diretta di un anonimo presentatore in paladino delle masse a terrorista.

tutti noi conosciamo il detto ferisce più la penna che la spada, ma su quel palco abbiamo visto coniare un altro detto

terrorizza più la lingua che un attentato dinamitardo.

infondo questo mi consola perche è bastata l’evidenza nei fatti esposti, un pensiero che in tutti e dico tutti ha occupato la nostra mente almeno una volta che scoppiasse la bomba BOOOOOMMMM.

Giornali televisioni e chi più ne ha più ne metta per vedere l’anonimo bombarolo del fraseggio diventare martire dei laici estremisti e terrore in vaticano.

come avrà fatto il giovane terrorista a superare il rigore dei controlli e l’abile lavoro dell’intelligence italiano è ancora un mistero.

2 Responses to “un Terrorista al concerto del 1 Maggio Rivera il talebano”

  1. daniela Says:

    Ok. Ma indipendentemente da Rivera, chiedo: la fede si basa “solo” sugli esempi? Allora, si tratta di una ben misera fede!

    E poi, quali esempi? Siamo ovviamente tutti d’accordo nel combattere il clericalismo. Ma in quale modo? Diventando a nostra volta clericali? Ratzinger dice: voi siete i nemici. E noi replichiamo con gli stessi argomenti?

    Cosa intendiamo per Chiesa? La gerarchia? Allora la pensiamo come lui!

    La Chiesa sono gli edifici pavesati a festa? Le processioni in onore del santo patrono? Bagnasco? Il Family Day? Il Papa?…

    Oh! Stiano tranquilli, io non “scomunico” nessuno. Del resto, sono donna, indegna di tale potere. E Dio è maschio, Ratzi docet. A differenza loro, quindi, non mi sogno di affermare che essi non sono Chiesa. E non per pavidità. Ma perché nessuno di noi ha il diritto di giudicare il suo prossimo.

    E dunque, certo: la Chiesa è anche il Papa, Bagnasco ecc. Ma è molto altro: don Ciotti; padre Zanotelli; la comunità di Bose; i missionari e le missionarie, chi opera coi malati di Aids, i volontari giovani e meno giovani. I tanti santi sconosciuti e quotidiani che non rifiutano a nessuno un sorriso, un sorso d’acqua, una mano.

    Ancora: la Chiesa (ekklesia = assemblea) sono, senza dubbio, i gay credenti. Che soli, senza alcun aiuto, proseguono, instancabili, il loro cammino di fede. Nonostante tutto. A qualcuno potrà sembrare ostinazione, a qualcun altro illusione. Ma si sbagliano. E’ anche grazie a loro, se il mondo diverrà più umano, giusto, compassionevole.

    E non mi si obietti che non ottengono nulla; sicuramente, hanno dato una mano alla sottoscritta. La mia fede è più ferma per la loro testimonianza. E aiutare una persona è aiutare il mondo intero.

    Ma non finisce qui. La Chiesa riguarda, soprattutto, la prostituta italiana e straniera, il precario che non arriva a fine mese, il disoccupato, il barbone, i bimbi e le donne violate.

    Riguarda ognuno di noi. Può parere scandaloso, e forse lo è. Ma non esistono alternative.

    E’ a tutto quanto che abbiamo risposto “sì” col Battesimo. Mica al Papa di turno. Mica al vescovo incarognito. E il Battesimo si rinnova ogni giorno, e si potrebbe dire, che ogni volta che cresciamo nella fede, in essa rinasciamo, e il sacramento si rinnova.

    Io voglio ripetere il mio “sì” per questi motivi. E perché amo la Chiesa. Devo lasciarla a Bondi e a Pera? Ma che scherziamo?

    “Errori nella Chiesa ce ne sono. Ma la Chiesa è la Madre. Se uno ha la madre brutta, chi se ne frega!” (don Lorenzo Milani). Tremo a riportare queste parole, ma mi consola il pensiero che, quando si parla di “Chiesa che sbaglia”, ci si riferisce a tutti noi. Anzi, a ciascuno: Papa, preti, vescovi, fedeli, atei.

    Ci troviamo di fronte a una gerarchia che parla di morale, sfruculia nelle mutande altrui alla ricerca di una fantomatica “purezza sessuale”, maledice e scomunica. Si agita continuamente, ma Gesù l’ha accantonato. Eppure, in un certo senso queste ripetute aggressioni stanno mettendo alla prova la nostra resistenza, la nostra convinzione, insomma noi stessi. Ne usciremo senza dubbio più forti, soprattutto più veri. No, non abbiamo paura.

  2. moricemarcuse Says:

    Cara Daniela,
    il fatto che tu sia donna o uomo non è il punto la differenza fu creata dal clero non certo da Dio.

    La lotta verso lo stato ostile è un livemotive che viene dalle stesse origini della chiesa cristiana (date a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che è di Dio) sono parole di Gesù non di un sindacalista sinistrorzo.

    Attacare il Papa sulla sua stessa linea è più che legittimo quando lui (il papa) scende ad un livello umano come il mio.

    La chiesa è hai giorni nostri una organizazione profit dove i credenti sono il proletariato ed gli atei sono visti come fannuloni che scioperano.

    il credo di un Gay è un assurdo cul de sac, perche va contro il 90% delle basi del cristianesimo antico e moderno.

    La Chiesa Romanica Apostolica ha per secoli dettato leggi ed emanato decreti che con la fede sono come acqua ed oilo.
    il cambiamento verso le aperture del moderno le abbiamo sotto gli occhi come il sano protestantesimo lo scalino superiore ad un evoluzione(come fu il cristianesimo con L’ebraismo).
    Siamo solo noi che vogliamo troppo dalla chiaesa di roma senza renderci conto che non puoi spremere vino da una rapa.
    il libero arbitrio da una liberta fin troppo sincera priva di cavilli (a cui noi sospettosi siamo abbituati)quella di scegliere se una religione di sembra arrogante, fascista, discriminatoria, beh cambia diventa protestante.

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