Turpilocui sullo stato di elettore

May 5, 2007

Carichiamo il carrocio della democrazia di salme decomposte di libertarietà.

lasciato il sentiero  impervio  della libertarietà, il purista deve suicidarsi difronte alla pseudo politica italiana.

lasciando il mondo Darwiniano della predominanza del primate socialdemocratico libertario, buono con tuti giusto con se stesso, forse troveremmo nelle razze di contorno a quella umana la risposta al dubbio della vera rivelata soluzione…… chi votare.

la facilita di votare in uno stato tittatoriale ci sembra troppo facile rapportata ad uno stato democratico, ricco di sfumature e sensi che ci rendono schiavi inconsapevoli della macchina  politica dei giorni nostri.

non voglio scendere nel comune senso del potere dicendo di ribellarsi al servizio dei potenti, saluto la sfida dei pochi ma buoni (personalmente inutili) della solita sorte al patibolo della libera verita.

Siamo uomini o Caporali ai potenti l’ultima verità(almeno quella vincente).

voci da peacereporter (intervista a Gino Strada da Enrico Piovesana)

May 4, 2007
Dottor Strada, qual è la situazione dei tre ospedali di Emergency in Afghanistan?

 

Gli ospedali di Kabul, del Panjshir e di Lashkargah sono chiusi. I pazienti sono stati tutti dimessi dopo aver ultimato le cure di cui necessitavano: le ammissioni le avevamo già bloccate diversi giorni fa. I pochi pazienti non ancora in condizione di essere dimessi sono stati trasferiti in altre strutture ospedaliere.

Dentro abbiamo lasciato tutta l’attrezzatura medica. Il personale afgano dei tre ospedali, 1.200 persone in tutto, è stato mandato a casa, con salario garantito fino a fine maggio. Per sicurezza abbiamo lasciato solo le nostre guardie a sorvegliare le strutture e alcune decine di persone a far la guardia fuori dagli edifici e a fare le pulizie all’interno. Tutto questo perché vogliamo essere nelle condizioni di riaprire e riprendere l’attività in ogni momento.

L'ospedale del PanjshirQuindi non escludete la possibilità di tornare in Afghanistan?

Certo che no, ma poniamo delle condizioni. Il presupposto minimo, ma anche quello più difficile da ottenere, è la liberazione di Rahmatullah Hanefi. Il secondo è che vengano garantite condizioni di sicurezza a tutto il nostro staff, in maniera chiara: non ci bastano le belle parole che arrivano in queste ore da alcuni ministeri afgani. Ormai siamo abituati alla doppiezza delle autorità afgane. Ci vogliono i fatti. E da un mese a questa parte i fatti sono che il governo Karzai ha fatto di tutto per espellere Emergency dall’Afghanistan, arrestando il nostro personale, accusandoci di sostenere i terroristi indicandoci, quindi, come un nemico e infine mandando la polizia nei nostri ospedali. Il governo afgano ha minacciato Emergency e ha dato seguito a queste minacce. Gli inviti a tornare rivoltici da alcuni esponenti del governo contrastano apertamente con questi fatti, che sono stati tali da costringerci ad andarcene.

L'ospedale di KabulCome si sente, personalmente, in questo momento?

Ora mi sento tranquillo, per il nostro staff, che evidentemente non era più al sicuro, e anche per in nostri pazienti, perché in queste condizioni non eravamo più in grado di offrire servizi qualitativamente adeguati alle loro necessità: restare avrebbe significato ingannarli, illuderli e quindi danneggiarli. In questo momento per Emergency l’Afghanistan è un paese pericoloso, dove non è più possibile lavorare. Ovviamente la mia tranquillità sparisce se penso a Rahmatullah, chiuso in carcere a Kabul da oltre un mese.

Cosa si aspetterebbe ora dal governo italiano?

 

Il governo italiano è corresponsabile della carcerazione di Rahmatullah Hanefi e, con il suo disinteresse, della situazione che si è venuta a creare. Un governo che ha un minimo di dignità, che sia di destra o di sinistra, protegge i suoi uomini: non solo i suoi cittadini, ma anche coloro i quali lavorano per lui. Rahmat, nella vicenda Mastrgiacomo, ha lavorato per il governo italiano. Ma questo governo non lo ha protetto. Perché questo governo non ha la dignità necessaria per opporsi a una decisione che colpisce un suo uomo. Forse perché quella decisione non è stata interamente afgana, bensì mossa da “mani invisibili”, come ha detto giorni addietro il ministro afgano della Sanità. Mani statunitensi, ovviamente.

Quale interesse avrebbero gli Stati Uniti a colpire Emergency?

Emergency, soprattutto nel sud del paese, era percepita come una presenza scomoda. Era, anzi, l’unica presenza scomoda rimasta in zona di guerra. Il solo fatto di curare i civili vittime dei bombardamenti aerei della Nato è una cosa sgradita a chi sostiene che l’Occidente sia lì per portare democrazia e per ricostruire il paese. Non ho mai visto bombe che riscostruiscono! Tolta di mezzo Emergency, nel sud dell’Afghanistan rimangono solo soldati e spie.

Enrico Piovesana

I Bombaroli del nuovo millenio

May 3, 2007

Hanno invaso i Media, non si coprono il volto non vestono abiti scuri ne tantomento finiscono le loro azioni con l’urlo liberatorio VIVA L’ANARCHIA. Sono i nuovi bombaroli

carichi dei luoghi comuni e delle discusioni da Bar e Pub danno fuoco alle miccie delle loro pseudo bombe che detonano attraverso i microfoni e sotto i riflettori cove un super collaudato esperto in demolizioni (il conduttore) riesce a darle il giusto fragore (in pochi casi) o a farle deflagare nel limbo dei luoghi comuni.

I luoghi comuni da molti usati come ettichetta del solito, del sentito dire ma senza prove, o dell’amarcord sono da molti sottovalutati senza renderci conto che l’operetta dei luoghi comuni racchiude la verità sulla nostra maniera d’interpretare i fatti che accadono e che continuano ad accadere intorno a noi denuncie di abusi sessuali, malcontento civile, ignoranza, bellezza esteriore, malvagita, finta carità, religione di stato e quant altro…..

io aspetto il giorno in cui l’uomo ettichettera come un luogho comune il fatto che una guerra porta solo morte e distruzione. (forse non dovro aspettare a lungho)

un Terrorista al concerto del 1 Maggio Rivera il talebano

May 3, 2007

il Primo di Maggio durante il concerto delle multinazionali proposto dai sindacati per il populino di giovani ha visto la trasformazione in diretta di un anonimo presentatore in paladino delle masse a terrorista.

tutti noi conosciamo il detto ferisce più la penna che la spada, ma su quel palco abbiamo visto coniare un altro detto

terrorizza più la lingua che un attentato dinamitardo.

infondo questo mi consola perche è bastata l’evidenza nei fatti esposti, un pensiero che in tutti e dico tutti ha occupato la nostra mente almeno una volta che scoppiasse la bomba BOOOOOMMMM.

Giornali televisioni e chi più ne ha più ne metta per vedere l’anonimo bombarolo del fraseggio diventare martire dei laici estremisti e terrore in vaticano.

come avrà fatto il giovane terrorista a superare il rigore dei controlli e l’abile lavoro dell’intelligence italiano è ancora un mistero.

Gli Ospedali di Emergency chiudono i battenti in AFGHANISTAN

April 27, 2007

Gli Ospitalieri della indipendente Emergency (un Made in Italy degno di essere esportato) chiude i battenti.

dopo le accuse di talebanismo(mi piace questa parola da me coniata) gli intrapendenti medici di Emergency lasciano il paese della lotta continua che in secoli ha detto no a tutti gli invasori, e un grazie ad un pugno di generosi intrapendenti medici capitanati da G. Strada.

Ancora Oggi vedo G.Strada svegliarsi nella notte strozzando in gola un Dalema vaffa…..lo, perchè peccando di potere indipendentista ha fatto il gioco dei soliti noti(servizi Americani e ARzarkay in testa) interessandosi così appasionatamente alla vita di uno dei tanti reporters di frontiera e del suo seguito tralasciando le vite di chi ha savato e quelle di coloro non salverà più.

Peccando di troppa sicurezza si è visto distruggere l’unico baluardo di civiltà occidentale in un paese ricco di storia orientale e che è cresciuto con bombe occidentali, cieco difronte alla liberta offerta, fiero della liberta voluta.

Povero G.Strada forse nelle ore che ti hanno portato a decidere avrai pensato al vecchio proverbio “LA GATTA VA AL LARDO FIN CHE NON CI LASCIA LO ZAMPINO”

la tua bandiera è caduta ma non è ancora l’ultima.

vi è ancora tempo per al sconfitta totale.

La guerra che tanto aborri non si conbatte sulle aride colline dell’ Afghanistan ma sul prato verde della Casa Biancha.

IL MADE IN ITALY DILAGA l’export italiano di armi 61 % in più

April 24, 2007
 
articolo di Luca Galassi    da  peacereporter

Tecnicamente viene chiamata ‘tendenza espansiva’. O ‘vitalità del settore’. In parole povere, l’export di armi italiano nel 2006 è cresciuto del 61 per cento rispetto al 2005, con una quota di 2,19 miliardi di euro che rappresenta il record degli ultimi vent’anni. A renderlo noto è la relazione preliminare del governo sull’export delle armi resa nota al Parlamento all’inizio del mese. Un cannone prodotto dalla Oto MelaraLe promesse dell’Unione. Le esportazioni di elicotteri, missili, bombe e via dicendo, hanno fatto segnare un incremento anche nelle autorizzazioni alle trattative contrattuali rilasciate dallo stesso governo: 2.192 rispetto a 1.929 nel 2005 e 1.815 nel 2004. Non è detto che tutte le trattative si concretizzino nella stipula di contratti, ma gli analisti sono concordi nel ritenere che, sempre in termini tecnici, ‘si è estrinsecato un ritrovato dinamismo in un ambito internazionale caratterizzato da una elevatissima concorrenza’. L’ottimismo degli economisti – e dei produttori – si scontra con la delusione di quanti hanno votato il governo Prodi pensando ad un cambiamento di rotta rispetto al precedente esecutivo, anche alla luce del programma elettorale, con il quale l’Unione si impegnava, “nell’ambito della cooperazione europea, a sostenere una politica che consenta la riduzione delle spese per armamenti”. Impegni disattesi.

Misssili durante un lancioLe dieci ‘sorelle’. Delle prime dieci aziende, infatti, sette fanno parte di Finmeccanica, di cui lo Stato italiano è il principale azionista. Nelle esportazioni l’Agusta fa la parte del leone, con 810 milioni di euro, seguita da Alenia, Oto Melara, AVio, Lital, Selex Sistemi Integrati, Aermacchi, Alcatel Alenia, Iveco e Galileo Avionica. Gli armamenti italiani hanno come destinazione gli Stati Uniti, che con l’acquisto del ‘Marine One’, ovvero l’elicottero presidenziale fornito dall’Agusta-Westland, coprono da soli il 38 per cento delle esportazioni con un importo di 810 milioni di euro. Secondi sono gli Emirati Arabi Uniti, che comprano armi italiane per 338 milioni di euro.

Visore notturnoL’esperto. Francesco Vignarca, coordinatore della Rete per il disarmo, parla di un aumento preoccupante. “Una preoccupazione – ha spiegato a PeaceReporter – che deriva anche dall’aver scoperto che, mentre prima si credeva che dagli anni ’90 ad oggi ci fosse stata una discesa e una risalita dell’export, spiegata con l’andamento del mercato, in realtà c’è stato un aumento continuo. Ciò a causa di un errore nell’applicazione del tasso di inflazione. Poi, va considerata la destinazione delle armi. Fatta eccezione per gli Usa, i destinatari sono Emirati, Nigeria, India, Pakistan, Oman, Paesi poco stabili, che per loro natura o per la loro legislazione non danno alcuna sicurezza che le armi rimangano lì. La relazione del governo ci dice la destinazione delle armi di grosse dimensioni, ma non parla di quelle leggere. Armi leggere, apparecchiature di piccolo calibro e materiale tecnologico possono pertanto essere ‘triangolati’, cioè partire da qui e arrivare in un Paese terzo, come accadde due anni fa ai visori notturni della Galileo, che sono finiti in Iraq passando per la Siria”.

Banche ‘armate’. Le banche sono da sempre al centro delle operazioni di vendita di armi. Il ministero delle Finanze ha rilasciato il 6 per cento in più delle autorizzazioni di pagamento, dando l’ok a 930 transazioni (erano 876 nel 2005). Quasi la metà delle transazioni per le esportazioni definitive è stata negoziata da due istituti di credito: Bnp Paribas (con il 19,47 per cento) e San Paolo-Imi (con il 29,93 per cento). Quest’ultima ha triplicato il suo volume d’affari, passando dai 164 milioni di pagamenti ricevuti nel 2005 a più di 446 milioni nel 2006.
Ho trovato questo articolo sul sito di peacereporter e mi ha subito fatto stare bene.

articolo di Moricemarcuse (dopo aver letto questo articolo mi son lasciato andare con un epiteto)

grazie ad una strategia di mercato mirata, l’economia italiana sta rinascendo e questo è uno dei migliori biglietti da visita per il nostro paese pacifista e civilizato post guerrafredda per il mondo intero.

Certo non saremo ai livelli del mercato globale delle armi Americano ma stiamo lavorando per voi, il muro delle lobby e degli affari che sembrava sgretolarsi dopo gli avenimenti di intere città in lotta per un paio di baracche per dei nobili Americani i nuovi crociati della liberta, uomini e donne che dai ghetti americani e dai campus delle famosissime universita dei poveri hanno visto la luce, la possibilità di redimersi da una vita di alcool bulli e pupe per la nobile causa di portare la PACE ARMATA NEL MONDO, il muro ha retto anzi si è rinforzato del 61%.

Grazie Grazie GrazieGrazie Grazie GrazieGrazie Grazie GrazieGrazie Grazie Grazie il MADE IN ITALY DILAGA

ORA POSSIAMO DIRE PRIDE TO BE ITALIANS

il bidone TV è pieno iniziamo a svuotarlo?

April 24, 2007

il bidone TV è pieno ed è ora di svuotarlo prima che il fetore dei rifiuti ci ammazzi tutti.

la critica al migliore strumento di disinformazione da 50 anni a questa parte è una prassi che tutti gli anti amano fare, senza rendersi conto che più ne dici male e attiri le mosche(i curiosi) a metterci il naso per valutare con i loro occhi e le loro orecchie se veramente il noto critico, il grande artista, il bel politico, il sano excondutore abbiano ragione o torto.

Basta con la solita procedura lungha ed articolata del <<ora ho ascoltato una campana (quella che più mi piace) e adesso fatemi valutare se a ragione o torto>> e giù a spippazarci le informazioni presentate su di un piatto d’ argento in formato multicolor con tanto di soundround e digitale (la nuova frontiera) davanti ai nostri scomodi divani, oramai console di comando, parte integrante della nostra vita.

Basta con il pettegolezzo after telenovela o talkshow che ci perseguita sul lavoro, al mercato, nei cessi delle stazioni e persino dopo aver fatto l’amore perche sembra di cattivo gusto girarsi d’altra parte e spengere la luce che è meglio parlare o accendere la tivu per adormentarcisi davanti.

Lasciate il bidone pieno e aspettiamo che si auto recicli mal che vada uscite dalle vostre case con vi è più caro andate più lontano possibile da quella fucina discarica e quando sarete sotto un albero o in riva al mare dopo aver fatto magari l’amore con il vostro patner leggetegli una bella poesia di proust.

IL BIDE’ SALVERA IL MONDO DAL GLOBALWARMING

April 24, 2007

non è uno scherzo, il Bidè salverà il mondo  dalla sua autodistruzione.

avevamo la soluzione sotto agli occhi o meglio sotto il nostro c..o e non lo sapevamo.

la nostra strana ed igenica abitudine tramandataci dai romani ed ancora prima da egizi mesopotamici (i cosidetti mussulmani) era la piacevole soluzione per salvare e salvarci.

purtroppo questo indispensabile accessorio per i  nostri bisogni è presso che sconosciuto al resto del mondo civilizato

Pensate neanche alla casa Bianca culla del potere mondiale, faro della libertà aquila di giustizia che si stalia sopra di noi popoli accecati dal sol dell’avvenire, persino lì il bidè non ha fatto breccia e si puliscono il sedere solo con la carta igenica con tanto di effige presidenziale (cosa darei per averne un rotolo) la stessa carta igenica che prodotta in così larga scala la fanno una delle cause principali della deforestazione del Amazonia del buco dell’ ozono e del disgelo.

di ci salvi dalla carta igenica e dal estremo occidente che ne fa ancora un uso cosi forsennato.

La telenovela di cogne ultima puntata (forse)

April 23, 2007

siamo rivati al limite della pazzia mediatica il fiume in piena che porta tutto via ha straripato nel core media bussines delle reti televisive, una terra arida di notizie (a parer loro) tanto da continuare a ergersi a giudici ed avvocati in un processo teatrale che neanche il vecchio giullare Dario Fo avrebbe mai pensato di orchestrare.

La sopportazione ai media mi ha completamente lasciato a livello ZERO.

e non vedo l’ora di comprare casa a cogne la ridente cittadina sconosciuta tra le valli delle alpi fino a quando l’orrendo delito fu commesso e adesso meta di curiosi e giornalisti pubblici ufficiali di sicurezza e investigatori.

La legge è uguale per tutti impressa a caratteri dorati(perla maggior parte dei tribunali) nelle aule di tribunali mi riporta alla mente i casi in attesa di giudizio di migliaia di genti rinchiuse nei nostri fatiscenti carceri,che non hanno la possibilita di pagarsi legali illustri con comparsate in tivu o interviste di passa lega tipiche della televisione Anglo Americana che io personalmente detesto.

Dove sta la verita non mi interessa perche se anche la saprei nessuno mi crederebbe , quello che guardo con disgusto che i canonici 15 minuti di popolarita per i signori di cogne sono passati ed è ora di leggere il verdetetto.

un verdetto che non fù più che manipolato, oltraggiato, saltato in padella e rimuginato dalla forte sporca selvaggia protetta appogiata e falsa legge del diritto di cronaca.

Perchè?

Perche questa non è più cronaca ma telenovelas.


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.